Il blog che incastrò Bill Clinton, ovvero quando un blog si assume le responsabilità che i giornali ignorano

Vi rinFreskiamo* la memoria sul potenziale di un semplice blog

Era la notte del 20 gennaio 1998. Cuba. Tutti i giornalisti più famosi d’America erano nell’isola caraibica per documentare la visita di Papa Giovanni Paolo II. Nessuno però seguì più l’evento quando Drudge Report, uno dei primi notiziari online della storia, lanciò la notizia che i giornali di carta si erano rifiutati di pubblicare. Condensata in poche righe c’era la svolta nella vita di Bill Clinton e nella storia degli Stati Uniti: “All’ultimo minuto, alle 6 della sera di sabato scorso, il giornale Newsweek ha cancellato dalle sue pagine una storia che era destinata a scuotere la Washington politica dalle sue fondamenta: una stagista ha avuto una relazione sessuale con il Presidente degli Stati Uniti”.

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Il reporter Michael Isikoff aveva trovato lo scoop della sua carriera, ma i capi di Newsweek volevano che il mondo non conoscesse quella storia. Poche ore prima della pubblicazione scomparve dalla bozza di pubblicazione la news: “Una giovane donna di 23 anni, coinvolta sessualmente nell’amore della sua vita, il Presidente degli Stati Uniti, sin da quando stagista ventunenne era alla Casa Bianca. Lei ha frequentato un piccolo studio proprio accanto all’Ufficio Ovale dove sostiene di aver soddisfatto le preferenze sessuali del Presidente. Notizie della relazione si sono diffuse alla Casa Bianca e lei è stata trasferita al Pentagono dove ha lavorato sino al mese scorso”.

Poi il coraggio estremo di un piccolo blog che intima ai poteri forti, all’uomo più potente del mondo di non fare smentite o pressioni inutili perché “Drudge Report ha saputo che esistono registrazioni di conversazioni intime al telefono”.

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I 13 motivi socio-pato-illogici per cui Donald Parrucchino Trump ha distrutto la rivale Hillary PrimaDonna Clinton

I sondaggisti sono pregati di fare silenzio, i giornalisti di studiare meno dati e più psicologia, i politici di considerare altre opportunità lavorative (magari anche all’estero, lontano, ciao ciao)

I tredici Trump won because

1) Perché Trump è politicamente scorretto e l’America, ma anche l’Europa, si sono stancate della finzione del politicamente corretto, della cipria e del tono di voce pacato che nascondono i vizi e la corruzione. La gente preferisce il pugno nei denti alla stretta di mano tra Rabin e Arafat. Il compromesso ha smesso di essere sexy

2) Perché tanti americani sono dei piccoli Donald Trump o sognano di diventarlo: idolatrano business, cash, successo e scattano selfie nelle jacuzzi e nei Porsche comprati in leasing

3) Perché tra Hillary Clinton e Melania Trump voi chi scegliereste?

4) Perché le bugie di Hillary Clinton hanno avuto più peso di quelle di Donald Trump, in quanto lei è un personaggio che aspira all’irreprensibilità, lui invece si pulirebbe il sedere con il perbenismo. Inoltre l’ex First-Lady ha a suo carico anche le menzogne del marito e della Fondazione Clinton a gestione familiare

5) Perché la maschera pulita del perbenismo indossata da Clinton sembra quella del borghese in un salotto veneziano del 1800 che conversa tranquillamente di letteratura e filosofia, mentre per le strade si combatte per un pezzo di pane 

6) Perché quel borghese ha paradossalmente incominciato a trattare di capitalismo finanziario sovraelitario, extranazionale, connivente, colluso. Trump invece è un businessman di casa propria, le vecchie regole di un gioco sporco ma non fittizio

7) Perché gli americani, da perfetti puritani, perdonano i vizi privati nel segreto dell’urna. Un attimo prima del voto, però, erano riuniti in cerchio a indignarsi per i peccati e i comportamenti improbi di Trump

8) Perché lui è ricco, quindi può sembrare più disinteressato al ritorno economico della Presidenza degli USA, lei invece appare come una donna arricchita grazie alla politica e dunque anche ricattabile

9) Perché la comicità di Trump, sia essa involontaria o studiata a tavolino, è ormai molto più in voga dell’aplomb serio, tragico 

10) Perché, al confronto con il tradimento del marito e l’ingenuità di inviare mail da server pubblici di Hillary, la misoginia, l’omofobia e il razzismo di Donald sono peccati, purtroppo, segretamente condivisi da parecchia gente

11) Perché lei ha rappresentato l’immobilismo, alimentato da un istinto di conservazione ben poco americano. Lui, invece, ha cavalcato il pionierismo delle origini puntando a scrollarsi di dosso tutto il passato, facendo spesso di tutta l’erba un fascio, per dare l’impressione di voler azzerare tutto e ripartire da zero. C’è riuscito

12) Perché (e prima o poi doveva accadere) le sorti di americani ed europei si sono invertite: sono loro ad aver preso stavolta esempio da noi. Anche in Italia abbiamo, o abbiamo avuto, i nostri Trump: da Berlusconi a Grillo. Silvio ha in comune il trapianto di capelli, tante donne e tanti figli, le imprese edili e l’amicizia con Putin. Beppe ha in comune la comicità e la voglia di azzerare tutto, fare piazza pulita e ripartire da zero screditando gli altri a priori

13) Perché “Tanto non vince”, “Entrambi non mi piacciono ma almeno lui fa ridere”, “ambarabacicicoco”. In effetti non ha vinto


HA STRAVINTO!

Il mondo è sbalordito: Trump è il 45° Presidente degli Stati Uniti

-SBARACKA OBAMA E LA CASA RITORNA BIANCA-

DISINTEGRA I SONDAGGI. DISINTEGRA LE DIPLOMAZIE DI MEZZO MONDO. DISINTEGRA, DISINTEGRA, DISINTEGRA FINO A FARE PIAZZA PULITA DI CHIUNQUE

ORA E’ LUI IL NUOVO LEADER DELL’OCCIDENTE

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Ore 6:30, non abbiamo chiuso gli occhi nemmeno un secondo

Freskoween! Giro del mondo di notizie spaventose in (1)666 caratteri

fresko4ISRAELE: “Sono sicuro che il terremoto è avvenuto a causa della direzione di voto dell’Italia all’Unesco”. Il viceministro della Cooperazione regionale di Israele Ayooub Kara individua in Dio la causa del terremoto che sta sgretolando il centro Italia. Per il politico del governo  Netanyahu l’Italia avrebbe fatto incazzare l’alto dei cieli astenendosi dalla votazione in seno all’Unesco per la Città Vecchia di Gerusalemme. #TSOxKARA
Perché il viceministro israeliano ha bisogno di aiuto

TURCHIA: distrutto uno degli ultimi baluardi dell’informazione libera e di opposizione. 13 giornalisti del quotidiano Cumhuriyet sotto mandato d’arresto, tra cui il direttore Murat Sabuncu e l’ex Can Dundar, fuggito all’estero nei mesi scorsi e già condannato per lo scoop sul traffico illegale di armi turche vendute dai servizi segreti ad ambigue fazioni di combattenti siriani.#ErdoganDittatore
Turchia, back to Middle Ages

BRASILE: da gennaio 2011 a dicembre 2015, 278.839 persone sono state uccise nel più grande stato dell’America Latina, più morti di quanti ne abbia fatti la guerra in Siria nello stesso periodo, 256.124.  Nel 2015, 160 persone circa sono state assassinate ogni giorno in Brasile,  una ogni nove minuti. Questi i dati trapelati dalle riunioni organizzative del Forum brasiliano di pubblica sicurezza, in programma il prossimo 3 Novembre. #IntoTheWild
Bang+Brazil = Bangzil

dulcis in fundo, tremate gente…
 DONALD TRUMP AVANTI DI UN PUNTO SU HILLARY CLINTON r600x__bloombergbusinessweekmiddleeast_presidentwhoevercover16

Sondaggio congiunto del Washington Post e di ABCNews: conduce Donald al 46% contro Hillary a 45%. Il margine di errore di questi sondaggi si aggira intorno al 3%, le rilevazioni delle intenzioni di voto sono freskissime°, raccolte tra il 27 e il 30 ottobre. #TRICKorTREAT
Elezioni Usa: Exit Polloween del Washington Post

Il vostro sogno erotico potrebbe realizzarsi l’8 novembre

Mentre in Italia la campagna referendaria coinvolge addirittura alcuni rappresentanti della tribù Masai del Kenya, fotografati accanto a un manifesto del ““, negli Stati Uniti la politica assume sfumature hard. Non dure come la Clinton che spaventa Trump, il quale nell’ultimo dibattito in TV le ha detto: <<sei una donna cattiva>>, alla maniera di un bambino intimorito dalla strega malvagia delle favole. Hard come hot, come porno. Già, ieri si è aperta una pagina di pornopolitica e la protagonista è la popstar Madonna, da sempre schierata, insieme a molti vip americani, con la Clinton. Si riporta in traduzione letterale (vade retro puritani) ciò che Madonna ha dichiarato sul palco: <<Se votate per Hillary vi farò un pompino e giuro su Dio, sono brava! Lo faccio lentamente e adoro il contatto visivo. Alla fine ingoio!>>. Forse è un voto di scambio per cui vale la pena sostenere i democratici. Madonna, we want you!

Il video della conversione da popstar a pornostar della santissima Madonna del Madison Square

Tgcom24 -> Sesso orale promesso sul palco

Se preferite i Masai a Madonna

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Metro, autobus, treno ti stressano? Pensa a chi viaggia in auto e non può leggere questa notizia

Buongiorno pendolare! Non sei solo: in Italia ci sono circa 14 milioni di persone costrette a spostarsi per motivi di studio e di lavoro. Spesso l’inefficienza dei mezzi pubblici non facilita la vita, ma le lunghe attese possono essere un momento per la lettura. Sapevi che giovedì alle 3:00 di notte o la sera precedente se stai leggendo il mio blog dagli USA (sono un sognatore) si sono incontrati a Las Vegas Hillary Clinton e Donald Trump? Nessuna partita di poker, si sono sfidati nell’ultimo dibattito televisivo. Come consuetudine l’ha vinto l’ex First Lady, che secondo Bloomberg ha dalla sua il 47% dei voti contro il 38% di Trump. Un’altra occasione persa dal magnate di New York per recuperare terreno, d’altronde anche il candidato dei Repubblicani pare non crederci alla sua vittoria. “Non so se accetterò l’esito del voto” ha dichiarato, tradotto in italiano fresko equivarrebbe a “mettere le mani avanti”. Altro autogol per Trump, ora accusato non solo di razzismo, maschilismo, putinisimo, ma anche di essere una potenziale causa di instabilità per l’America e per le sue istituzioni. Perlomeno lui viaggia in jet privati ed elicotteri.

Se non stai sorseggiando champagne nel tuo aereo privato

Ansa -> Duello finale Trump vs Clinton