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Trump, l’attentato in Svezia e gli immigrati

Il nuovo presidente statunitense è al centro di una polemica che riguarda il fact-checking, la Svezia e un attentato nel Paese che, in realtà, non è mai avvenuto. Sabato 18 febbraio Donald Trump ha tenuto un comizio a Melbourne, Florida, difendendo la propria politica di chiusura delle frontiere ai migranti. A un certo ha dichiarato: “Guardate quello che è successo l’altra notte in Svezia. La Svezia! Ci avreste mai creduto? La Svezia. Ne hanno presi molti di migranti. Ora stanno avendo problemi come non avrebbero mai immaginato”. Dopo la sua affermazione, che sembrava alludere a un attentato o comunque a un evento specifico avvenuto in Svezia nei giorni precedenti, i mass media di tutto il mondo si sono a lungo interrogati su cosa stesse facendo riferimento. Non ci sono infatti stati attentati nel Paese scandinavo negli ultimi anni. L’ultimo attentato terroristico risale al 2010, quando un cittadino svedese di origini irachene si fece saltare in aria a Stoccolma, causando solo la propria morte. Un evento oltretutto precedente all’attuale crisi migratoria, cominciata con le guerre in Siria e Libia (2011).

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Immaginate: domani mattina vi svegliate, accendete la tv e sugli schermi vedete il nuovo presidente dell’Italia. Donald Trump 🇮🇹+🇺🇸=⁉️

È impossibile, ma menti affini al buon Donald esistono anche nel parlamento italiano. Cosa accadrebbe se qualcuno avesse la geniale idea e riuscisse a far approvare un provvedimento simile a quello del presidente statunitense?

Fresko* lo spiega in collaborazione con Manuela 👩🏻, la blogger di Condivido ergo sum.

E se l’ordinanza anti-rifugiati di Trump fosse applicata in Italia? In 30mila sarebbero, per così dire, “imprigionati” nel nostro Paese: se uscissero, non potrebbero più rientrare. Si tratta dei residenti in Italia originari dei sette Stati a maggioranza musulmani “bannati” dal presidente americano: Siria, Libia, Somalia, Sudan, Yemen, Iraq e Iran.

Ma la conseguenza più diretta sarebbe sui migranti che sbarcano quotidianamente sulle coste italiane: nel 201 6 sono arrivati 9.300 sudanesi, 7.500 siriani e lo stesso numero di somali. Se l’ordine esecutivo firmato da Trump fosse in vigore in Italia, cosa succederebbe a decine di migliaia di profughi?

Rispedirli al mittente è un costo, ma all’interno dei confini italiani non potrebbero proprio stare. Questi giorni negli Stati Uniti il caos è negli aeroporti ✈️, in un’Italia utopica ad intasarsi sarebbero gli scogli di Lampedusa 🏖, gli hotspot e i centri di prima accoglienza, già ora al collasso.

Da rivedere, ipoteticamente sia chiaro, anche il numero massimo delle richieste d’asilo da accettare: nel 2016 sono stati circa 120mila i migranti che hanno avviato le procedure nel belpaese. Con la svolta trumpista, non si potrebbero accogliere più di 50mila richieste.

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