Nell’Acquario un sistema quasi solare Scoperti tre pianeti “abitabili”

Wow.

Se partissimo adesso lungo un ipotetico sentiero spaziale, ci impiegheremmo otto miliardi di anni per raggiungerli a piedi. Sono sette pianeti simili al nostro che si trovano a una distanza di 39 anni luce da noi, attorno alla stella della costellazione dell’Acquario battezzata Trappist-1. Pianeti cosiddetti «gemelli», paragonabili per dimensioni e temperatura alla Terra e probabilmente con una composizione rocciosa. Almeno tre dei pianeti individuati orbitano a una distanza dalla stella nana rossa che consentirebbe all’acqua di restare in superficie allo stato liquido. Quindi c’è vita nello spazio?

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Le 12 persone che rovineranno il 2017. Segui Fresko*, giorno per giorno verrà svelato il nome di un apostolo del male che potrebbe sfasciare l’ anno nuovo!

Mentre tutti si aspettano di leggere i soliti Trump, Putin…

Fresko* vi sorprenderà: in questa lista non troverete né il presidente zarista Vladimir Putin né il presidente sultano Recep Tayyip Erdogan. Tantomeno il cementificatore Donald Trump. Perché sarebbe scontato dirvi che Theresa May, il primo ministro britannico, spingerà verso una hard Brexit e che la leader del Fronte Nazionale Marine Le Pen rischia di mettere sotto scacco l’europeismo francese. C’è qualche nome meno noto ma ugualmente pericoloso per il nostro 2017.

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I 12 apostoli del male

1. TABLOID BRITANNICI

Sapete cos’è davvero pungente in Francia? Il formaggio. Nel Regno Unito, invece, la cosa che più punge è il tabloid. Dall’altro lato della manica The Sun, Daily Mail e Daily Express, grandi giornali che influenzano l’opinione popolare, stanno salutando la Brexit come il più glorioso avvenimento dopo lo sbarco dei Normanni nel 1066.

Per capire la portata dei tabloid basta pensare a come abbiano avvelenato l’opinione pubblica al punto che il primo ministro May ha difficoltà a negoziare con l’Europa senza essere criticata pesantemente: ogni qualvolta il governo cerchi una via accomodante tra UK e UE, i giornali partono all’assalto. Così la gente si adegua alle idee dei tabloid e i trattati inevitabilmente scivolano verso la hardest Brexit.

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I tabloid inoltre hanno parlato della crisi dei rifugiati in Europa in maniera isterica, osteggiando qualsiasi compromesso o accordo con l’Unione in quanto sarebbe troppo costoso per le casse del Regno Unito. Gli inglesi stanno subendo un’influenza giornalistica xenofoba. Inoltre i giornali britannici criticano aspramente i funzionari della Commissione europea,  secondo loro inflessibili e duri nei confronti del Regno Unito, quindi da odiare a priori.